Un governo scarso

Cosa abbiamo fatto per meritarci questo?

di Liborio Martorana 2/11/2025

L’attuale compagine governativa  italiana ha festeggiato i tre anni di  governo più longevo della storia italiana, con una cassa di risonanza pari a una festa paesana. Ma c’è qualcosa che salta agli occhi del cittadino medio e un pò colto, quello del fatto che i suoi componenti si comportano come degli “yes man” che rispondono agli ordini del padrone  che si incarna nella presidenza del consiglio. Ed è pur vero che i vari front man dei partiti che lo guidano quando appaiono nei tg, non fanno altro che ripetere a pappagallo una sorta di poesia che probabilmente gli viene impartita da qualcuno che le pensa e le scriva e che loro imparano a memoria come fosse sempre la stessa solfa. Una cantilena che ripetuta continuamente dove forse credono di dare l’apparenza di verità. Un governo più longevo nella storia italiana  perché nessuno della compagine si sognerebbe mai di contrastare chi gli da il pane quotidiano. Di conseguenza quello che viene fuori altro non è che l’interesse personale, la gestione di poltrone, di incarichi con stipendi da molti zero e con alcune forme di distribuzione del potere ovviamente ai soliti noti. Ci sono i parenti, ci sono gli amici, ci sono i trombati nelle elezioni e ci sono appunto gli “yes man”, quelli che non dicono mai di no. Se poi andiamo ad esaminare uno ad uno i partiti che compongono il governo possiamo ben vedere che tutti hanno delle radici fascio/reazionari che non riescono a nascondere. Soprattutto in Fratelli d’Italia e nella Lega di Salvini. Forza Italia meglio lasciarla perdere perché per rifarsi un po’ di maquillage ha dovuto tirare fuori l’immagine di Silvio Berlusconi dopo l’approvazione della legge sulla riforma della giustizia. C’è poi un’altra questione che riguarda gli uomini di punta del governo, cioè i segretari di partito. Cominciando dal ministro degli esteri Tajani ossia il nulla cosmico, un turista senza alcuna influenza internazionale che cammina tronfio e con il petto in fuori per fare vedere che conta qualcosa mentre invece non conta nulla. Poi c’è il ministro delle infrastrutture Salvini che dio c’è ne guardi e liberi per la sua mole di incoerenza, bravo a propugnare discorsi per poi dire il contrario di quello che ha affermato qualche tempo prima. Un esempio eclatante sono le sue dichiarazioni sul ponte di Messina di quando stava all’opposizione e non c’erano i soldi per farlo, che vanno a cozzare con quelle di questi mesi con i soldi disponibili.  Un bastian contrario sulle infrastrutture, il suo bagaglio di inutilità si ripercuote sui migranti e adesso sulla “magistratura politicizzata”. Insomma uno di cui il Paese ne farebbe volentieri a meno, un cerca voti attorniato da ignoranza.

Dulcis in fundo poi c’è la presidente del consiglio, la Meloni, quella che ha avuto sempre una rabbia ed un livore verso i suoi avversari politici, diventata agnellino dal momento che ha conquistato il posto di leader della coalizione di destra. Anche lei non la fa franca da parentopoli, amichettismo  e trombati da piazzare in posti chiave, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ecco lei coltiva l’avversione condita da odio politico  e impartita ai suoi discepoli verso gli avversari. Promuove parenti ed amici a ruoli di primo piano e non sta mai a rinnegare il suo passato di fascistella della Garbatella. In poche parole il capo di un governo che si trova a gestire i 209 miliardi del PNRR che sa come spenderli, incentivando l’acquisto di armi e fottendosene della sanità di base, delle scuole, del lavoro, dei pensionati e delle famiglie che non arrivano a fine mese. Ecco questi sono gli ordini ricevuti da questo governo, e possiamo ben capire impartiti da chi.

Di conseguenza un governo scarso.

Lupi segretario del partito “Noi moderati” che non passa e non conta più di tanto.

(fonte immagine: ANSA)